Antonia è tornata, per ora,ma è qui che ritornerà ogni volta.

Ho lasciato Molfetta circa quattro anni fa per studiare fuori e per tentare di avere un futuro “migliore” dopo la laurea.
Studiavo tanto, colmando le brevi pause tra un esame e l’altro di grandi speranze: lavorare nel sociale non ha mai arricchito nessuno, però sentivo che potevo farcela.
Mi laureo e pochi giorni dopo sono lì, con il mio lavoro, felice di sentirmi utile nella vita di qualcuno.
Ma la vita sa regalarti sonori schiaffoni….
A fine mese ti accorgi di riuscire a pagare a malapena l’affitto, le spese e il cibo.
Lavori per non avere nulla. E sei ancora più povero se pensi che non hai la tua famiglia, i tuoi amici , la tua città che, seppur piena di difetti e contraddizioni, resta pur sempre il posto in cui sei nato e cresciuto.
Torni con un pugno di mosche e pensi che qui di certo non riuscirai a far qualcosa se non sei figlio di questo o nipote di quell’altro.
Ciò che conta è vedere ii volto di chi mi ha amato e di chi mi ama, delle mura stanche della città vecchia, del mare che quando sono triste in qualche modo mi consola.
Forse un giorno sarò costretta ad andar via di nuovo, ciò che so è che qui voglio tornare.
Ciò che so è che andare lontano non sempre aiuta a migliorare la propria vita, ciò che so è che in qualsisasi luogo potrai costruire una casa e degli affetti ma nulla sarà come il posto che ti ha regalato infanzia, tradizioni, affetti, dolore e rabbia.
Con lucidità e rammarico vedo il lato oscuro della mia città ma non riesco a svuotarmi dell’affetto incondizionato che ho per la mia terra.











