Gianvito ha scelto di trasferirsi in Spagna, ma forse tornerà. Per tornare nella sua terra deve percorrere 1800 Km.

Cara Aritmia,
questo racconto non può che essere strettamente personale quindi non semplice, ma se sono qui a scrivere è perché in qualche modo sento di non essere mai partito o meglio, di non essermene mai andato. Chi se ne va è, di solito, chi vive con disagio la propria realtà, chi non trova spazi per comunicare e sbocchi per realizzarsi o, più concretamente, chi non trova lavoro. Io non ho lasciato Molfetta per particolari disagi o eccessiva noia della routine, ma per inseguire un percorso abbastanza naturale di crescita umana e professionale. Ho sempre puntato al meglio nelle cose che ho scelto di fare ma purtroppo  il meglio non è sempre vicino a noi. Non sono mai andato alla ricerca di svolte esistenziali, ma mi sono sempre spostato per accrescere un bagaglio che già nella città di provincia ero riuscito a coltivare.
Per questo nel 2008 mi sono trasferito a Roma per seguire una laurea specialistica che Bari non poteva offrirmi, nonostante la laurea triennale mi avesse dato un’ottima infarinatura generale. Col senno di poi la scelta di uno dei dipartimenti più attivi d’Italia, il dipartimento di Fisica della “Sapienza”, è stata ottima e soddisfacente. Ho avuto modo di seguire i corsi di alcuni tra i migliori fisici italiani in un ambiente accademico molto stimolante, un’isola felice all’interno di una delle Università più grandi d’Europa. A Roma ho partecipato attivamente ai movimenti studenteschi che hanno infiammato l’autunno-inverno 2008 e che sono stati racchiusi sotto il nome di onda anomala; vivere per due anni nella capitale mi ha permesso di ampliare sia la mia preparazione scientifica sia il mio costante desiderio di attiva partecipazione socio-politica. Ampliare rispetto a ciò che si può fare in realtà più piccole come Bari o Molfetta, dove comunque si possono realizzare piccoli e grandi desideri (o battaglie) che spesso diventano realtà.
Infatti sono fortemente convinto che anche nel proprio piccolo si possa trovare terreno fertile per realizzare qualcosa di buono invece che dare sfogo alle solite lamentele e piagnistei. Numerose realtà cittadine che tutti conosciamo ne sono testimoni e anzi, credo che riuscire a lavorare ed impegnarsi per la propria terra sia tra le cose più gratificanti possibili.
Tornando alla mia esperienza, recentemente ho deciso di trasferirmi a Barcellona iniziando un dottorato di ricerca presso l’ICFO – L’istituto delle scienze fotoniche. Mentre a Roma ho avuto la possibilità di conoscere gente da tutta Italia, qui a Barcellona lavoro in un centro di ricerca internazionale a contatto con ricercatori provenienti da ogni parte del mondo. Certo, questo a Molfetta non si può fare… Nel centro si studiano le proprietà e le applicazioni più avanzate della luce (e delle onde elettromagnetiche) nei settori più disparati, dall’ottica quantistica pura alla bio e nano fotonica, dall’ottica non-lineare alla fisica medica, dalle telecomunicazioni all’informazione quantistica. Sarei potuto rimanere in Italia, ma ho preferito l’esperienza internazionale in un centro giovane e dinamico con tutti i suoi pregi e, ahimè, anche i suoi difetti.
Sicuramente mi mancano Molfetta, gli amici di sempre e la famiglia, ma credo e spero che la curiosità e la passione che mi hanno guidato finora continueranno a farlo. Non mi piace avere rimorsi o sentirmi in colpa perché “Da qua se ne vanno tutti”, l’accezione negativa che ha l’andarsene via viene meno se iniziamo a sentirci tutti cittadini del mondo. Come alcune recenti politiche giovanili hanno dimostrato, è anche consigliabile andare via, in Italia o all’estero, per crescere e fare esperienze per poi magari tornare e condividerle nella propria comunità. Inoltre il mio caso è un po’ particolare perché lavoro in qualcosa che non potrei fare nè a Molfetta nè a Bari, a meno di fondi (tanti) per mettere in piedi un laboratorio di ottica quantistica. Tuttavia credo che realizzare qualcosa di buono per la propria terra, nei posti in cui sei cresciuto, rappresenti una fonte di grande soddisfazione e felicità. Se dovessi tornare però, probabilmente farei qualcosa di completamente diverso. Per ora mi piace pensare che non me ne sono mai andato ma che, forse, tornerò! ;)