Licia vive a Bruxelles e parla perfettamente il neerlandese. Per tornare nella sua terra deve percorrere 1767 Km.

Figlia di due emigrati molfettesi ad Anversa, sono nata in questo paese lontano 1800 km dal sole e dal mare pugliese.
Ho trascorso ad Anversa i primi anni della mia vita da “gitana”, ma ero ben lontana dal sapere che questo era solo l’inizio.
Da bambina non capivo perché i miei genitori avessero lasciato l’Italia per venire in Belgio, dove ci sono in media 200 giorni di pioggia l’anno e dove si mangiano le cozze con le patatine fritte!
Bella Molfetta quando si tornava d’estate durante le vacanze per salutare tutti!
Invece, col passare degli anni non ho mai capito perché i miei genitori abbiano deciso di tornare in Puglia.

Mi ci é voluto il tempo di finire la scuola superiore per cogliere l’occasione e partire lontano. Destinazione: “Trieste” (difficile trovare un posto più lontano in Italia).
Ho anche sperimentato per qualche anno la vita a Bologna (che sembrava quasi la tappa obbligatoria per ogni giovane molfettese).
Dopo aver conseguito la laurea, sono partita a Valencia per imparare lo spagnolo.
Al mio rientro ho iniziato a mandare cv a destra e a manca come ogni buon neolaureato.
Poi, durante una sottospecie di colloquio di lavoro, c’é stata la fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso:

- ” Signorina… lei parla francese, inglese, spagnolo,neerlandese e tedesco”.

- “Si”

- “Ma, il neerlandese, che cos’é?”, ” e poi… che ce ne facciamo che qui la gente fa fatica persino a parlare l’italiano?”

Quel giorno ho capito due cose fondamentali:

1) non avrei mai più detto”neerlandese” ma “olandese”

2)dovevo prenotare il prima possibile un biglietto aereo per…. Bruxelles per esempio (almeno quando dico “neerlandese” qui mi capiscono)
In effetti, dopo due settimane ero a Bruxelles da un’amica, dopo un mese avevo un lavoro vero con un contratto vero, dopo un mese e mezzo vivevo in una bella casetta brussellese.
Certo, mi mancano i miei cari!Mi manca il sole, il mare, il casino “in mezzo al giovedì”, le belle mangiate, i miei amici, persino la vicina che racconta la sua vita a tutti nell’atrio di casa mi manca.

Ora, dopo quasi 5 anni vivo sempre a Bruxelles, in una bella casetta brussellese (si é persino aggiunto il compagno brussellese), ho sempre un lavoro vero con un contratto vero, i miei cari mi mancano sempre, il sole, il mare e le belle mangiate.
Continuo a non capire perché i brussellesi mangiano le cozze con le patatine fritte e come mai il tempo qui sia particolarmente schifoso.

Ma, solo ora capisco che, col passare degli anni, come i miei genitori, si possa aver voglia di tornare a casa, di invecchiare presso i propri cari, lì dove splende il sole e dove le cozze si mangiano crude!