Luca per ora vive a Roma e forse un giorno tornerà. Per tornare nella sua terra deve percorrere 429 Km.

Sono Luca, ho 29 anni e da 2 e mezzo vivo a Roma. Sono capitato in questa città quasi per caso. Lavoro per Exprivia, non pensavo affatto che mi sarei allontanato da Molfetta; ma nel giro di un paio di settimane il mio destino (si può chiamare così?) è cambiato radicalmente. Quelle due settimane sono state una svolta nella mia vita.
La separazione dalla mia famiglia, dall’amore di una vita, dagli amici più cari, è stata davvero dura. Ma dopo un po’ a questo ti abitui, e dopo neanche troppo tempo ho scoperto quanto fosse arida e piatta la mia vita, incastrata tra una tradizione e un’altra. Tra la pasquetta in campagna, le statue pasquali e la “festa della Madonna”.
Se oggi mi manca la mia terra? Sicuramente si. Sicuramente mi emoziono quando torno tra quegli ulivi che sono stati la mia infanzia, lo sfondo di giornate felici e dure giornate di lavoro. E altrettanto certamente ho un groppo in gola quando torno a quella che è la mia nuova casa lontano da casa.
Nonostante questo però, oggi non tornerei in Puglia. Ogni volta che torno in questa città non posso che constatare l’immobilismo che la domina e la possiede. Ogni domani è uguale a ieri. Una lunga, noiosa e grigia monotonia che si alimenta di se stessa.
E poi, la cultura. Questa città ne è quasi priva. Quei pochi che provano a farne o anche solo a diffonderlà. si scontrano con l’apatia, con l’inerzia di gente (tanta, forse troppa) che si divide tra l’”arrust e meng” e l’aperitivo al bar più trendy.Forse un giorno vorrò tornare qui, per riportare le mie esperienze e sentirmi ancora una volta a casa. Ma lo farò solo se e quando questa terra riuscirà ad evolvere, arricchirsi culturalmente e a capire che la vita non è solo una lunga sequela di tradizioni.











