Novella è di Trani, ma adesso vive a Roma. Per tornare nella sua terra deve percorrere 419 km.

Sono andata via da Trani dopo il liceo, convinta che quella citta’ mi stesse soffocando, che non c’entrasse niente con me perche’ riusciva sempre a farmi sentire un’estranea.
Sono andata via perche’ mi sentivo non corrispondente e non appartenente, non mi sentivo accolta ne’ accettata. Sono andata via anche un po’ supponente o forse solo spinta da mille sogni e idee su come le cose fossero diverse altrove, senza sapere che il punto e’ che devono essere diverse dentro di te. Non ero affatto pronta pero’ a capire che il luogo dove mi trovavo non era che lo specchio della mia chiusura interiore.
Eppure non ho mai smesso di amarla e di sentire, quanto piu’ andavo via, che il suo paesaggio definitivo cielo-terra-mare diventava sempre piu’ la mia casa.
Ho studiato a Napoli e mi sono laureata con una tesi sociologica sull’area del Vicino e Medio Oriente e poi ho vagato qua e la’ tra il Medio Oriente e l’Europa finche’ non sono approdata a Roma, una citta’ che mi ha accolta smarrita, irrequieta e sofferente e mi ha fatto sentire a casa come solo Roma sa fare.
Qui ho cominciato a coltivare una nuova apertura e ho cominciato a capire cosa veramente amavo fare.
Ho vissuto una costante nostalgia della mia terra che solo adesso comincio a rielaborare e che mi ha spinto a riflettere sul tema della distanza, della lontananza, delle radici e delle isole che sempre ci portiamo nel nostro cuore.
Adesso sono una fotografa e mi piace anche scrivere, lavoro come interfaccia linguistica nella comunicazione per una missione diplomatica straniera, ma sono sicura che i miei piedi si trovino a sud-est.
La Puglia, e Trani, per me:
Radici:
- una giornata senza pretese
- come quando capisco che l’amore non passa se le persone che amo sono lontane
- gli ulivi centenari nodosi
- l’amore dappertutto
- i mari
- tutti i treni del mondo e la loro immensa rete: come le vene per il sangue, dritte verso il cuore. che tutto e’ uno, tutto si raggiunge, anche per un’ora. e nulla si perde mai
- la perseveranza, la passione, la saggezza, il coraggio
- l’amore vicino che si coltiva come le piante e come i cactus che trovano l’acqua dove non c’e’
- come quando mi affido a un ritmo della vita e so che si prende cura di me
- la gioia
- respirare
Sud:
- la cattedrale di Trani, deserta alle 3 di pomeriggio d’estate, accecante di bianco
- i pensieri cupi
- il paesaggio definitivo: cielo-mare-grano
- la mia bisnonna che si bagna nel mare di scogli, davanti alla cattedrale. e la sottoveste si gonfia al vento
- i portoni umidi. con le sedie di paglia
- una malinconia. di come quando arrivi alla fine di tutto
- l’alba dal mare davvero, che Ecce Bombo non sarebbe stato lo stesso film girato a sud-est
- i terrazzi
- a rubare i fichi. di pomeriggi
- l’amore sotto agli ulivi, in mezzo alla terra
- le urla
- il sale
Lontano:
- si sentono gli uomini dal cielo. e a volte anche dalla terra
- da casa
- come una parola senza dimensione se spazio e tempo sono qui adesso
- da cosa? da dove?
- un’aggiunta che non serve, un giudizio che non aggiunge ma toglie il respiro. che le cose sono e basta
- come quando mi ostino a trovare per forza una prospettiva a tutto, anche a quello che non vuole averla
- e’ un pensiero verticale
- che lo sono dolcemente le isole, per natura
- il mio cuore dalla mia mente se lo penso
- il sole dalla terra. per fortuna
- quando sono stanca, molto di più
- vicino



