Siamo pugliesi, di Molfetta, amiamo la nostra terra, le nostre tradizioni.
La nostra scelta è forte, fortissima. Abbiamo voluto estremizzare (ma forse neanche così tanto) quel sentimento di ineluttabilità della partenza che così spesso sentiamo aleggiare intorno a noi, quella sensazione di perdita di prospettive, di impotenza di fronte alla deriva sociale e culturale.
L’icona che abbiamo scelto di pubblicare fa parte del nostro essere, delle nostre radici e anche se andiamo via ci rimane impressa nell’anima e ce la portiamo via, nella nostra valigia, assieme ai nostri ricordi più cari di bambini.
Era inevitabile che questi ricordi venissero fuori trattando un tema così delicato e devastante; così tanto devastante che crediamo sia venuto il momento di tirarlo fuori e alzare la voce. Con rispetto e accoglienza per tutti, ma sentiamo il bisogno di farci ascoltare e far sì che la gente ne parli, che la gente si parli.
Sappiamo che accoglierete questa nostra scelta con comprensione, con intelligenza e affetto.
Lo staff



















16 commenti
Marta says:
ago 2, 2011
complimenti per la scelta, a me piace davvero tanto. quelli che si scandalizzano per il soggetto evidentemente non hanno compreso il vero significato di questa immagine: non c’è volonta di dissacrare; ciò che traspare è solo un senso di profondo smarrimento e, purtroppo, di quasi-rassegnazione. perfetta.
Alessia says:
ago 2, 2011
Grazie Marta, sapevamo avreste capito. Aspettiamo anche il tuo contributo per il sito!
Enzo says:
ago 6, 2011
Irriverente e d’impatto come sempre, come al solito una scelta grafica coerente con l’immagine dell’evento; e “purtroppo” concordo con quanto detto da Marta,questa è la condizione comune che ormai da troppo tempo, appesta la nostra generazione.
Complimenti, continuate così!
Gianni says:
ago 6, 2011
Siete grandi!
Corrado Minervini says:
ago 6, 2011
Uno dei nostri timori era che a condividere il significato profondo di questa edizione fossero solo coloro che sono partiti e pochi altri… I vostri commenti ci confortano. Quello che rimarrà della nostra terra tra 15 anni se non si ferma questa emorragia saranno una valanga di feste in onore dei “Molfettesi all’estero” o magari dei “Molfettesi fuori regione”. Nel frattempo l’emancipazione sociale ed economica delle nostre generazioni passa sempre più spesso dai binari delle stazioni o dai caselli delle autostrade.
…), ma anche per questi contenuti!
Facciamo che Aritmia quest’anno sia forte non solo per la musica (anche se vedrete che programma
Angelo Patruno says:
ago 11, 2011
Io quando ho visto il santino, sinceramente la prima cosa che ho pensato è stato: ma era proprio il caso di scomodare la madonna dei martiri? Siete stati un pò offensivi. Non si usano immagini religiose per pubblicizzare un concerto! Usare la Madonna per un concerto di e per drogati!
Letizia Sciura says:
set 2, 2011
Mi associo agli altri molfettesi che hanno risposto ad Angelo!!! pur non essendo di Molfetta, conosco molfettesi di valore che la loro bella terra l’hanno lasciata davvero. Ho trovato “il santino” estremamente azzeccato e significativo. Io non ci ho trovato nulla di offensivo, solo tanta onestà. La mia percezione è che il fine di quel “santino” non sia semplicemente pubblicizzare un concerto, ma richiamare l’attenzione su un problema reale e sul desiderio di capire come risolverlo!
Bravi ragazzi, tanti complimenti!!!
Marco says:
ago 14, 2011
Angelo la nostra religione non sono solo le festività, ma anche il ricordo delle tradizioni e delle emozioni che i nostri emigranti si portano dietro, smettiamola di lanciare frasi nel nulla ed offendere chi prova a parlare della propria terra, divertendosi e facendo pensare!
ele says:
ago 15, 2011
al sig. patruno: “per un concerto di e per drogati!”…che popolino becero! persone che pensano questo di un momento di socialità ormai “storico” a molfetta, si meritano la molfetta degli abusi, dei favori e delle raccomandazioni, dei concerti a pagamento, dei biglietti a 40 euro per pagare gli inviti ai personaggioni, e tutta la melma compresa nel prezzo.
piuttosto che gridare allo scandalo per un’immaginetta irriverente ma senz’altro non offensiva, pensate che è per gente come voi che da qua se ne vanno tutti!
arcà says:
ago 19, 2011
osservazione: da qua se ne vanno tutti…ma proprio patruno doveva restare?
ENZO says:
ago 27, 2011
Angelo dal tuo commento, si evince, che non hai capito un ca… di quello che con quel “santino” vogliono dire. Questo è il “bello” che le persone che se ne vanno di qui, lo fanno per sfuggire da “gentaglia” come la tua con idee e preconcetti IGNORANTI, e quindi in rappresentanza della nostra città non possono che rimanere elementi del genere.
Alessandro de Leo says:
set 1, 2011
Ribadisco ciò che ho scritto altrove:
i cattolici conducono da tempo la battaglia per far sì che i loro simboli religiosi siano esposti nei luoghi pubblici, utilizzando come motivazione il fatto che “rappresentano tutta la comunità”. Bene, se però credete che rappresentino la comunità intera (quindi laica) dovete anche accettare che quei simboli siano utilizzati in modo laico. Quindi delle due l’una: o staccate Madonna e crocifisso dai luoghi pubblici per tenerli per voi, o continuate a dire che sono di tutti abituandovi però all’idea che vengano utilizzati come un qualsiasi simbolo tradizionale.
Al signor Patruno faccio anche notare che non mi sono perso un’edizione di Aritmia e non ho mai fatto uso di droghe, neanche leggere.
Ettore says:
set 3, 2011
Ribadisco quello che ho già scritto altrove: è anche per colpa di bigotti e bifolchi che da qua se ne vanno tutti. Il commento del sig. Patruno non fa che confermare quello che penso sull’ostinata ignoranza del molfettese medio. Non voler vedere, non voler capire. Così, secondo gente come lei, un festival di musica dal vivo diventa un raduno di drogati. Se vi sfugge l’aspetto CULTURALE e (perchè no?) favorevolmente economico di iniziative come questa, siete destinati a restare nella vostra mediocrità. Senza speranza. I marinai che all’alba bussano rumorosamente al portone della basilica, con la peroni da 66cl in mano, gridando in dialetto “dateci la madonna” fanno parte della vostra tradizione. Quelli si che li accettate. Quello è solo “colore” vero? Beh, andate a guardarvi i fuochi d’artificio al molo con le vostre noccioline, comprate lo zucchero filato ed un giro sulle giostre ai vostri figli. Quello è il massimo della cultura che meritate.
Corrado says:
set 4, 2011
E’ ufficiale: Patruno, se vieni ad Aritmia ti facciamo fare l’ospite d’onore!
Luisa Bufi says:
set 8, 2011
Questa locandina e’ un regalo per tutte le “Madonne con il trolley” che son andate via. Come me e come tanti altri.
Un brivido nel guardarla, un sospiro malinconico ed un sorriso rassicurante pensando a chi si impegna a far sentire la propria voce.
AMEN.
Complimenti. Un abbraccio che vien dal Nord.
Luisa
Alessia says:
set 8, 2011
Un abbraccio a te Luisa, grazie